![]()
Nome: Jun
Giugno, Sagnellona, Mamma Jun, Midori, così mi hanno chiamato, così mi chiamo da sola, già è possibile farsi un'idea. Se hai letto Baricco sai chi è Jun, se hai letto Murakami sai chi è Midori, per tutti gli altri nomi non ci sono bibliografie e l'unica via è leggere qui. Have fun.
Questa, e mi pare evidente, non è una testata giornalistica, viene aggiornata quando me lo dice la testa e ci trovi dentro un sacco di cazzate, fatti miei, autocommiserazione, saccenza, malriusciti tentativi di umorismo e autoironia, resoconti assurdi e perfettamente inutili della mia attività onirica.
Se i blog ombelicali non ti interessano, ciao.
utente anonimo in Meet Desmond Meadows
Schiele in Antologia della sfig...
effettoplacebo in Antologia della sfig...
utente anonimo in Antologia della sfig...
utente anonimo in Antologia della sfig...
JunOnic in Antologia della sfig...
utente anonimo in Antologia della sfig...
JunOnic in Saltellando nel pass...
JunOnic in Antologia della sfig...
utente anonimo in Antologia della sfig...
Schiele
Lei
Rafaeli
LadyR
Plettrude
Vertigoz
Gnegnet
Calvin
Il Maestro
Stelmaria
Pulsatilla
TuttoFaMedia
Ari
Kush
La clauz
Controkarma
Dessa
Etranger
SantaPrecaria
Erbasalvia
Trentamarlboro
Chinaski
Arkangel
Biancablu
Sostienemartina
Cascade
Edi
Strolippo
johnnydurelli
Greenwich
Batgirl
VictoriaLewis
Mrka
Miss Violetta Beauregarde
Senzaidee
Spad
Mimma
Misiasays
Paolo Beneforti
Christianfrascella
Daniele Luttazzi
Mod
Manfredimente
Guacamole3
M'n'M
Samu
Signorinatumiturbi
Tizziana
Luna
Atelkin
Il fuggitivo
Truesmile
Andre
Anxanum
Pulcia
Alice
Bedo
Alexbara
il prossimArio
Egomania

Sacripante
Letteratour
Il decalogo del blogger by Sifossifoco
A eterno memento di umiltà blogghesca
Millelire online
Ozblogoz
Dizionario virtuale multilingue
Noluogo
Ellittico
Biblit
Fleursdesucre
Pronto, Esposito?
Rent-a-Moose
Daw
The Plaster Caster Show
Inter-rail
Smir
MAD
Babel-line
Eselkunst
Storie dalla sala macchine
Deejay on air
EELST
Essential news
Kabuto
Kain Malkovich
Anxanum@Deviantart
Fumetti pallosi
Mulholland Dave
Anxaricette
Jun su Flickr
Jun su Kabuto.it
Jun su Lanciano.it
Jun @ Schiele
io (e Ariel) a fumetti, coi nostri dialoghi e i disegni di Kain Malkovich
1984 - George Orwell
Arrugas - Paco Roca
Le goût du chlore - Bastien Vivès
Se consideri le colpe - Andrea Bajani
Cronache birmane - Guy Delisle
Piattaforma - Michel Houellebecq
Amore caro - Clara Sereni
Pyongyang - Guy Delisle
All my friends are superheroes - Andrew Kaufman
Né di Eva né di Adamo - Amélie Nothomb
LMVDM - Gipi
Il bambino che parlava con il diavolo - Justin Evans
Roma noir - Cristiano Armati
Uccidere ancora - Yari Selvetella
I diari della mezzanotte. L'ora segreta - Scott Westerfeld
Il ritorno dei coniglietti suicidi - Andy Riley
Il libro dei coniglietti suicidi - Andy Riley
Blankets - Craig Thompson
Maus - Art Spiegelman
Dei bambini non si sa niente - Simona Vinci
Death Note - Gold 1/12
L'uomo autografo - Zadie Smith
Ieri - Agota Kristof
Il mio cuore umano - Nada Malanima
Il custode del faro - Jeanette Winterson
Ash Wednesday - Ethan Hawke
Trilogia della città di K - Agota Kristof
Edera - Sebnem IsiguzelFucking Osama - Alessandro Geraldini
Viaggio al termine di una stanza - Tibor Fischer
V.M. 18 - Isabella Santacroce
Giuietta Squeenz - Pulsatilla
Zoo - Isabella Santacroce
La banda dei brocchi - Jonathan Coe
Franny and Zooey - J.D. Salinger
Personal porno - Federico Ferrazza
Fedra - Jean Racine/Giovanni Raboni
Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut
Retorno 201 - Guillermo Arriaga
Il mondo di Sergio - Mauro Paissan
Il giradischi di Tito - Miha Mazzini
Nemico pubblico N.2 - The Boondocks - Aaron McGruder
Girls - Nic Kelman
H - Andrea Ferrari
Passaggi di tempo - Andrea FerrariIl giorno in più - Fabio Volo
Via di qui - Federica De Paolis
Mele bianche - Jonathan Carroll
La difficile disintossicazione di Gianluca Arkanoid - Simone Laudiero
Necropoli - Boris Pahor
Troie - Dennis Cooper
L'albergo delle donne tristi - Marcela Serrano
The behaviour of light - Nic Kelman
Swung - Ewan Morrison
Lonely werewolf girl - Martin Millar
Love Life - Ray Kluun
Mary e Joe - Alessandra Amitrano e Luca Buoncristiano
Pop gun war - Farel Dalrymple
The Namesake - Jhumpa Lahiri
Memoria delle mie puttane tristi - Gabriel Garcìa Marquez
Ingannevole è il cuore più di ogni cosa - J.T. Leroy
Il diritto di essere contro - The Boondocks - Aaron McGruder
Una cosa divertente che non farò mai più - David Foster Wallace
Ha-ha - Dave King
Piccoli crimini nell'età dell'abbondanza - Matthew Kneale
Paula non c'è più - Angela Molin Carrera
Ursula - Fàbio Moon e Gabriel Bà
New Moon - Stephenie Meyer
Eureka Street - Robert McLiam Wilson
Twilight - Stephenie Meyer
The Barn Owl's Wondrous Capers - Sarnath Banerjee
Pornoromantica - Carolina Cutolo
Una stanza tutta per sé - Virginia Woolf
La peste - Albert Camus
Istruzioni per l'uso del lupo - Emanuele Trevi
Il silenzio di Laura - Paula Fox
Solea - Jean-Claude Izzo
Chourmo - Jean-Claude Izzo
High fidelity - Nick Hornby
La storia dell'amore - Nicole Krauss
Il bar sotto il mare - Stefano Benni
Amsterdam - Doc Mirabilis
The Mother - Hanif Kureishi
Ne muoiono più di crepacuore - Saul Bellow
La ballata delle prugne secche - Pulsatilla
How it feels to be attacked by a shark - Michelle Hamer
Il condominio - J.G. Ballard
Opus Pistorum - Henry Miller
I negri del traduttore - Claude Bleton
Acido solforico - Amelie Nothomb
Fringues - Christine Orban
L'amande - Nedjma
Gli attrezzi del narratore - Alessandro Perissinotto
A Sud del confine, a Ovest del sole - Haruki Murakami
Stupore e tremori - Amélie Nothomb
Pastorale americana - Philip Roth
Casino totale - Jean-Claude Izzo
Nettare in un setaccio - Kamala Markandaya
Nella terra di nessuno c'erano tutti - Alessandro Salas
Da dove sto chiamando - Raymond Carver
Exercices de style - Raymond Queneau
Cosmetica del nemico
Biografia della fame - Amelie Nothomb
My side of the matter - Truman Capote
The unabridged pocketbook of lightning - Jonathan Safran Foer
Il mestiere di scrivere - Raymond Carver
Ecco la storia - Daniel Pennac
Lullaby - Chuck Palahniuk
Zazie nel metrò - Raymond Queneau
Puerto Plata Market - Aldo Nove
Amore mio infinito - Aldo Nove
Noi - Richard Mason
Le particelle elementari - Michel Houellebecq
Soffocare - Chuck Palahniuk
Revolver - Isabella Santacroce
Le ragazze di pochi mezzi - Muriel Spark
Autobiografia di uno yogi - Paramahansa Yogananda
101 storie Zen - A.A. V.V.
Flash-Katmandu il grande viaggio - Charles Duchaussois
Ritorno dall'India - Abraham Yehoshua
Lonely planet - India del Nord
Chiedi alla polvere - John Fante
Tokyo Decadence- Ryu Murakami
Sabotaggio d'amore - Amélie Nothomb
Dorian - Will Self
Antichrista - Amélie Nothomb
Tokyo blues, Norwegian wood - Haruki Murakami
oggi
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
animals
art and comics
bilanci
blues
books
cucina for dummies cioè per me
dicunt
farfalle
folk e propaganda abruzzese
graziaguest
inter-railing
lavorodicarta
meettheblogger
movies
msn
music
news
partenocoinquilina
passaggio in india - 2005
pendolare dellammore
pics
rem
scotland 2008
serials addicted
short stories
sottolostessotetto
traducing
useless stuff
video
vita da single
wordle
sbirciato *loading* volte
Quando ho fatto i biglietti del weekend, approfittando dei millemila punti carta viaggio accumulati, ho cliccato conferma e poi mi sono accorta di aver fatto un casino, A. dimenticando che quel weekend doveva venire mia sorella a Roma, che si è naturalmente incazzata come un’ape, B. dimenticando che Egli doveva inaugurare il mercatino e quindi avrebbe avuto parecchio da fare e poco tempo sarebbe stato dedicato al solito idillio fine settimanale, e C. dimenticando che il 29 a Roma sarebbe stata festa e che quindi avrei potuto fare il biglietto di ritorno lunedì invece che domenica. Naturalmente una volta cliccato Conferma per il premio, non si può più cambiare prenotazione mai più mai più mai più.
Lunedì mattina, gioioso giorno di festa, da sola a Roma come una pincona, una dice Mah almeno dormo. Invece alle 7.30 partono trapani e martelli dal piano terra del condominio. Parte in contemporanea una raffica di bestemmie creative da diversi balconi, che non impedisce ai lavori di continuare indefessi per tutto il giorno.
Lunedì sera una dice Alla fine di questa bella giornatina del cazzo adesso dieci ore di sonno non me le leva nessuno. Ma dalla finestra del bagno la nostra adocchia dei lampeggianti arancioni minacciosi sulla Tiburtina. Alle ore 23, i solerti manutentori della strada, o delle tubature, o di stocazzo, iniziano a trivellare. Per tutta la notte.
Martedì mattina la nostra, accecata dal sonno, prende l’autobus per andare al lavoro. Ma squilla il telefono. È la banca che la avverte di coprire il rosso di trenta euro perché è fine mese. Rosso? ROSSO? COMECAZZOHOFATTO?? Naturalmente sono sul libro paga l’affitto e un esoso dentista. E lo stipendio non sopraggiunge prima dell’11.
E stasera sono di turno a RomaSiLibra fino alle 23.
Abbattetemi con una fucilata adesso, per piacere.
Saltellando nel passato ci si imbatte in tarli, libri vecchi in cui affondare il naso, Hey Jude in quarantacinque giri, pieno di voluttuosi fruscii, occhiali da sole anni settanta appartenuti alla veneranda suocera, che te li regala tutta contenta, e uomini affascinanti che danno la cera ai mobiletti tingendosi le unghie di color noce.

Intolleranza e demofobia. Troppa gente, troppi corpi, troppa vicinanza imbarazzante sugli autobus,intimità coatta, contatto indesiderato, troppa carne in vista che non voglio vedere. Troppi odori, troppo caldo, sudore, aliti, profumi. Troppi input per la mia personalità contemplatrice, troppi vestiti da guardare, look da studiare, spalle abbronzate da ammirare, unghie dipinte, scarpe, capelli, mani, stature, stazze, bocche, occhi, borse, mutande, troppi suoni, gente che non sa parlare piano, gente che tira su col naso, gente con la bocca asciutta che emette quello schifoso sgnac sgnac, gente che non sa stare in silenzio, che non sa stare ferma. Troppa gente. Desiderio devastante di eremitaggio. Sobrietà. Silenzio. Aria.
Il sedici giugno, mi fanno notare, questo blog ha compiuto quattro anni. Tanti auguri a me. Ho quasi deciso che in questa occasione abbandono il Papyrus.
Ieri invece ha compiuto gli anni lei che mi pare molto più importante come ricorrenza. Lei, che i birmani chiamano la signora, come mi insegna Guy Delisle nel suo terzo graphic novel che divoro (Cronache Birmane, dopo Shenzen e Pyongyang, e poi ? e poi che faccio?), sta lì in casa sua, potrebbe andarsene, espatriare, ma se vuol stare a Rangoon non può uscire, mai. Lei che ha stravinto le elezioni sei anni fa, e invece no, militari, dittatura, ciao. Auguri, signora.
Oggi primo bagno dell’anno, appena in tempo, prima che, a ora di pranzo, di ritorno a casa, venga giù il mondo in uno spettacolare temporale che scroscia via trenta gradi di sudore.
È un periodo di attesa, in cui invece di fare progetti, li penso, li penso e basta, e aspetto. Non riesco ad attivarmi neanche per fare i biglietti di un paio di concerti di luglio a cui voglio andare. Rimando, rimando. Mi trascino per il caldo, ho sempre sonno, sono indolente e sospesa. Sono in cassa integrazione dalla vita.
Scopro che ho accumulato tanti di quei punti viaggio che le prossime due trasferte andata e ritorno Roma-Milano di freccia rossa me le faccio gratis. Ma sono sicura che c'è qualche inghippo, tipo il premio non vale per le frecce rosse, oppure l'andata e ritorno dev'essere in giornata, oppure vale solo se sei alto meno di 1,60 e hai gli occhi azzurri e un neo sul piede destro. Sono sicura che c'è dietro roba così. Vi aggiornerò.
Prima di chiudere questo sconclusionato post, ho un messaggio per Cristina Chiabotto: Cara Cristina, tu mi sembravi quasi simpatica. Un po’ svampita, magari non questo pozzo di scienza, però, ecco, quasi simpatica. Poi acconsenti a fare una pubblicità in cui una povera crista diversamente alta, perfettamente normale e pure piuttosto tonica, viene pubblicamente dileggiata e invitata a “depurarsi” con aria sprezzante da tre vaiasse rifatte del cazzo. Cristi’, ma tu ce le hai le amiche coi disturbi alimentari? Hai presente? Ti guardi un po’ intorno? Ecco, Cristi’: ma vaffanculo, va'.
Scrivere, non ho tempo. Ma almeno fotografo.



