
Nome: Jun
Jun Rail, Giugno, Sagnellona, Venere Nera, Mamma Jun, JUNkie, JUNgle, Midori, così mi hanno chiamato, così mi chiamo da sola, già è possibile farsi un'idea. Se hai letto Baricco sai chi è la vera Jun, se hai letto Murakami sai chi è la vera Midori, per tutti gli altri nomi non ci sono bibliografie e l'unica via è leggere qui. Have fun.
Questa, e mi pare evidente, non è una testata giornalistica, viene aggiornata quando me lo dice la testa e ci trovi dentro un sacco di cazzate, fatti miei, autocommiserazione, saccenza, malriusciti tentativi di umorismo e autoironia, resoconti assurdi e perfettamente inutili della mia attività onirica.
Se i blog ombelicali non ti interessano, ciao.
Ci siamo visti.
effettoplacebo in Ho sognato, per la t...
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JunOnic in Ho sognato, per la t...
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io (e Ariel) a fumetti, coi nostri dialoghi e i disegni di Kain Malkovich
Franny and Zooey - J.D. Salinger
Personal porno - Federico Ferrazza
Fedra - Jean Racine/Giovanni Raboni
Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut
Retorno 201 - Guillermo Arriaga
Il mondo di Sergio - Mauro Paissan
Il giradischi di Tito - Miha Mazzini
Nemico pubblico N.2 - The Boondocks - Aaron McGruder
Girls - Nic Kelman
H - Andrea Ferrari
Passaggi di tempo - Andrea FerrariIl giorno in più - Fabio Volo
Via di qui - Federica De Paolis
Mele bianche - Jonathan Carroll
La difficile disintossicazione di Gianluca Arkanoid - Simone Laudiero
Necropoli - Boris Pahor
Troie - Dennis Cooper
L'albergo delle donne tristi - Marcela Serrano
The behaviour of light - Nic Kelman
Swung - Ewan Morrison
Lonely werewolf girl - Martin Millar
Love Life - Ray Kluun
Mary e Joe - Alessandra Amitrano e Luca Buoncristiano
Pop gun war - Farel Dalrymple
The Namesake - Jhumpa Lahiri
Memoria delle mie puttane tristi - Gabriel Garcìa Marquez
Ingannevole è il cuore più di ogni cosa - J.T. Leroy
Il diritto di essere contro - The Boondocks - Aaron McGruder
Una cosa divertente che non farò mai più - David Foster Wallace
Ha-ha - Dave King
Piccoli crimini nell'età dell'abbondanza - Matthew Kneale
Paula non c'è più - Angela Molin Carrera
Ursula - FÃ bio Moon e Gabriel BÃ
New Moon - Stephenie Meyer
Eureka Street - Robert McLiam Wilson
Twilight - Stephenie Meyer
The Barn Owl's Wondrous Capers - Sarnath Banerjee
Pornoromantica - Carolina Cutolo
Una stanza tutta per sé - Virginia Woolf
La peste - Albert Camus
Istruzioni per l'uso del lupo - Emanuele Trevi
Il silenzio di Laura - Paula Fox
Solea - Jean-Claude Izzo
Chourmo - Jean-Claude Izzo
High fidelity - Nick Hornby
La storia dell'amore - Nicole Krauss
Il bar sotto il mare - Stefano Benni
Amsterdam - Doc Mirabilis
The Mother - Hanif Kureishi
Ne muoiono più di crepacuore - Saul Bellow
La ballata delle prugne secche - Pulsatilla
How it feels to be attacked by a shark - Michelle Hamer
Il condominio - J.G. Ballard
Opus Pistorum - Henry Miller
I negri del traduttore - Claude Bleton
Acido solforico - Amelie Nothomb
Fringues - Christine Orban
L'amande - Nedjma
Gli attrezzi del narratore - Alessandro Perissinotto
A Sud del confine, a Ovest del sole - Haruki Murakami
Stupore e tremori - Amélie Nothomb
Pastorale americana - Philip Roth
Casino totale - Jean-Claude Izzo
Nettare in un setaccio - Kamala Markandaya
Nella terra di nessuno c'erano tutti - Alessandro Salas
Da dove sto chiamando - Raymond Carver
Exercices de style - Raymond Queneau
Cosmetica del nemico
Biografia della fame - Amelie Nothomb
My side of the matter - Truman Capote
The unabridged pocketbook of lightning - Jonathan Safran Foer
Il mestiere di scrivere - Raymond Carver
Ecco la storia - Daniel Pennac
Lullaby - Chuck Palahniuk
Zazie nel metrò - Raymond Queneau
Puerto Plata Market - Aldo Nove
Amore mio infinito - Aldo Nove
Noi - Richard Mason
Le particelle elementari - Michel Houellebecq
Soffocare - Chuck Palahniuk
Revolver - Isabella Santacroce
Le ragazze di pochi mezzi - Muriel Spark
Autobiografia di uno yogi - Paramahansa Yogananda
101 storie Zen - A.A. V.V.
Flash-Katmandu il grande viaggio - Charles Duchaussois
Ritorno dall'India - Abraham Yehoshua
Lonely planet - India del Nord
Chiedi alla polvere - John Fante
Tokyo Decadence- Ryu Murakami
Sabotaggio d'amore - Amélie Nothomb
Dorian - Will Self
Antichrista - Amélie Nothomb
Tokyo blues, Norwegian wood - Haruki Murakami
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sbirciato *loading* volte
Ho sognato, per la terza volta, che una persona il più delle volte sprezzante e indifferente, si comportava con me in modo amichevole, e fiducioso. Con me e con un’altra persona, a cui voglio bene, che nella realtà viene trattata anche lei in modo parimenti sprezzante. Ho sognato mio padre che se ne andava in giro in frac in una giornata di sole. Ho sognato l’Ape Car azzurra di mio padre con la cabina piena dei miei parenti canadesi tornati in visita. Ho sognato che ero in piedi in un autobus e partiva una canzone allegra dei Cake e io la canticchiavo e incrociavo lo sguardo di una ragazza sconosciuta che stava cantando pure lei, e ci facevamo un sorrisone.
Il mio inconscio ha avvertito una carenza di allegria e mi ha fatto una flebo notturna.
Volevo andare a Torino. Volevo andare a Milano.
Non vado da nessuna parte, sto tappata in casa a tradurre che sono indietro in modo indicibile. La Pina e Diego di Deejay infieriscono dal loro stand a Torino incitando le folle ad andare al meraviglioso, imperdibile evento. E ieri sera qualche omino che guardava la partita mi salta anche fuori sul balcone gridando TUTTI A MILANO! ANDIAMO TUTTI A MILANO! TUTTI A MILA-A-A-NOOOO.
No, grazie, eh. No, no, continuate pure.
Ieri ho rivisto una persona che mi piace tanto e sono stata contenta e mi ha detto Oh, sei dimagrita un sacco! Non è vero, ma grazie.
Guardo le foto del Salone di Milano fatte da L., sono bellissime, io sono una profana della fotografia ma le dico quello che penso, sono bellissime e luminose, come lei, e ce n’è una che è semplice, sembra un quadro di Rothko, ma più felice, quattro strisce orizzontali di colore, quattro cose che nella realtà non stavano insieme, strada, edifici, cielo, nuvole e lei le ha prese nel mirino della sua Canon e ne ha fatto un mazzo, come i fiori. Una fascia arancione, una fascia d’asfalto nero, un profilo di edifici bianchi, una striscia di cielo blu con le nuvole bianche. Un mazzo di colori perfettamente armonioso. Hai fatto l’ikebana della fotografia, le dico. Bello! Che cosa bella che mi hai detto!
Ho letto Mattatoio N.5 finalmente, poi guardo questa foto fatta da lui e penso che questo bacarospo potrebbe essere un tralfamadoriano perfetto, con le manine sulla testa. Ho letto Fedra di Racine e ho pensato che aveva un che di soap opera, ho letto cose per lavoro, sto leggendo Franny and Zooey di Salinger, in inglese in un libercolo dall’aria vecchissima che avevo trovato su una bancarella, con le pagine ingiallite e l’inchiostro che si è un po’ spampanato come se fosse scritto sullo Scottex, e l’odore inebriante di carta vecchia. Ho inzeppato lo scaffale di aNobii, adesso è tutto lì per bene in ordine e il mio feticismo gongola.
Ho riparlato dopo tanto con Luis Fernando su MSN. Riassunto di Luis Fernando: venezuelano, conosciuto durante permanenza studio di due mesi a Ottawa tipo sette anni fa, all’epoca etero (e corteggiante sottoscritta e amica bionda ora mamma, ciao First Lady Mom), poi pian piano bi, ora sull’altra sponda con tutti e due i piedi, cittadinanza canadese e sposato con Adam. Mi fa su messenger ti rendi conto che io e te ci siamo visti due mesi e poi mai più e ciononostante sono sette anni che parliamo? Sì che mi rendo conto, non è fantastico? Ora ha la cittadinanza, può viaggiare senza strani giri. Forse viene in Europa. Si sfoga, non può dire alla sua famiglia a Caracas della sua gheitudine, men che meno del matrimonio, men che men che meno delle intenzioni di adottare. Non può, quando ha provato ad accennare, la madre gli ha imposto il silenzio e di non affrontare mai più l’argomento, pena lo scatafascio dell’intera famiglia molto cattolica e molto conservatrice. Gli dico I’m sorry. Mi dice Nessuno ha una vita impeccabile. Ho tutto il resto. Amore, lavoro, amici, è tutto perfetto. Gli parlo di Lui, glielo faccio vedere in foto. He’s artsy and sexy, mi dice. He is – gli dico – and sweet and funny. Mi dice Looks like your eyes are shining when you talk about him. Via Messenger, l’ha visto, capito. They are, gli dico.
***
Viva la mamma?
Sara’ pure affezionata a quella gonna un po’ lunga ma da quanto emerge dal nono rapporto di Save the Children sullo "Stato delle madri nel mondo" le donne italiane partecipano alla vita politica nazionale come quelle di Bolivia, Gabon e Nepal, utilizzano la contraccezione quanto le donne del Botswana, e il loro reddito, dal raffronto con quello maschile, risulta equivalente a quello nel Benin.
L’Italia e’ al diciannovesimo posto tra i Paesi in cui le madri stanno meglio, dietro a Slovacchia, Grecia ed Estonia e appena prima di Portogallo, Lituana e Lettonia.
L’Africa sembra una buona alternativa…
(Fonte)

(Fonte: Apogeonline.com)
Il 17 gennaio dell’anno scorso scrivevo questo:
Anche se ti vedo per la prima volta.
Anche se sono le cinque del mattino.
[...]
Io ti bacio.
Se non lo faccio, ti devo un tè.
Sali, va, che te lo preparo.
Stamattina alle sei, dopo un anno e mezzo da questo post, sei salito con i cornetti, e io ti ho fatto l’Earl Grey.
È ancora surreale vederti a Roma, ancora di più vederti che porti la colazione e poi vai via dopo un’oretta (di nuovo in viaggio) come se niente fosse, come se abitassi a cinque minuti da me, così, normale, suoni, apro, entri, stai lì, vai via, saluti. E invece è una specie di piccolo miracolo perché in un anno e mezzo questa è la seconda volta che entri in casa mia a Roma, a causa di impedimenti materiali (lavorativi) incredibili a chi non li vede da dentro, ma io li vedo, e ci credo, e paziento, e quindi, stamattina, i cornetti e l’Earl Grey, sono stati un piccolo miracolo nella luce fresca delle sei del mattino. E poi, quando sei andato via e io non ti volevo lasciar andare, mi sono rimessa a letto a dormire un altro po’, che avevo ancora il tuo profumo attaccato ai capelli, e mettere il piccolo miracolo tra due parentesi di sonno lo ha avvicinato ancora di più alla dimensione del sogno. Non ci fossero stati i cornetti in cucina avrei dubitato di averti baciato. Me ne sono mangiati tre. Ho sorriso tutto il giorno.
Perché sono sempre più convinta che le decisioni, anche quelle importanti, soprattutto quelle importanti, si devono prendere così: ci pensi, ci ripensi, valuti, ti rigiri nel letto, te le rigiri in bocca come una caramella che fa rumore sui denti, e poi come prima degli esami, arriva il punto che devi chiudere il libro e come va va. Chiudi gli occhi e salti. Soprattutto per quelle importanti. Perché poi tu puoi fare tutti i progetti che vuoi ma tanto la vita ti sorprende con sorprese meravigliose e mazzate inaspettate, e allora a chi giova stare a valutare troppo, a chi giova non fare per paura di, e se, ma però, e se dopo, ma poi che si fa se. Niente, a un certo punto chiudi il libro. Ci pensavo stamattina a questa cosa, perché è quello che farò più o meno fino a dicembre, pensare, ripensare, valutare, rigirandomi i pro e i contro in bocca come una caramella, fare schemini in testa, bilanci, grafici SWOT , e poi niente, poi verso dicembre basta, si chiude il libro e come va va. Perché tanto la vita è quella cosa che ti capita quando sei tutto intento a fare progetti.

Il weekend si riassume così, in ordine sparso. Milano Torino Piazza Castello Via Po Asti Genova Pietra Ligure Libro Bellissimo Cazzo Mi Mancano Le Ultime Trenta Pagine Tacos Confessioni Sul Letto Sfatto con le Sigarette, io Light, tu Rosse
e le Mutande Giallo Limone e Questa Canzone Comincia Come Ti Sposerò Sogni di Tradimenti Risvegli di Sollievo Fotografie Zoom Autofocus MareMareMare
Gabbiani Palme Mercatini Strada Sigarette Leggere in Coda a Genova coi Piedi Nudi sul Cruscotto e i Jeans Arrotolati sulle Ginocchia Pisoli sul Finestrino
Campi di Fiori Gialli
Kebab alle Quattro del Pomeriggio, io tu e il Kebabbaro Goduria Ineffabile
Mano nella Mano per le Stradine e i Bambini e i Cani e gli Alberi Profumati e la Gente Vestita Male e il Sole e i Piccioni e il Negoziante che Dovrebbe Fare il PR all’Hollywood, e il Melone Profumato e le Fragole e i Tramonti della Madonna
le Fettuccine Panna Prosciutto e Funghi e gli Involtini Reloaded e la Baguette e il Gorgonzola e il Tiramisù e Aspetta che Devo Vedere l’Uomo Ragno e il Crampo al Piede e Adesso ti Sveglio io a te Caldo Dio che Caldo e i Capelli Arricciati e
le Foto che Non Sembro io e il Bagno Caldo Cazzo Non ho da Leggere sul Treno del Ritorno Minchia ma com’è che Milano Centrale non ha uno Straccio di libreria ma Vaffanculo e dalla tua Libreria l’unico Libro che Volevo Leggere è Meglio se non lo Prendo, Va e le Confessioni di Famiglia in Macchina e la Testa sulla Spalla e i tuoi Tatuaggi che Ridisegno col Dito e la tua Schiena Bella e tu in Casa con il Cerchietto e i Capelli sparati e Guarda che Quello è un Lillà anzi Due e Manco Sapevi di Averlo sì Quello della Casetta in Canadà e ti Abbraccio da Dietro in Giardino Sotto il Sole mentre Prendi per il Culo il Cane che ci Casca Sempre e io sto in Mutande en Plein Air ma Sticazzi, ecco c’è Gente Magari Rientro ma Com’è che sul Flickr mi Guardano Solo le Foto tue ma Uffa Quella è Mia Mò ce lo Scrivo mi Compri gli Smoothies al Mirtillo e al Mango che Sono gli Unici che non ho ancora Provato e Binario Dodici e sono le 19 e la Gente Limona e Anche noi e tu Dietro il Vetro dici Fa’ la Brava e il Treno Parte e io Torno in Apnea.