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Nome: Jun
Giugno, Sagnellona, Mamma Jun, Midori, così mi hanno chiamato, così mi chiamo da sola, già è possibile farsi un'idea. Se hai letto Baricco sai chi è Jun, se hai letto Murakami sai chi è Midori, per tutti gli altri nomi non ci sono bibliografie e l'unica via è leggere qui. Have fun.
Questa, e mi pare evidente, non è una testata giornalistica, viene aggiornata quando me lo dice la testa e ci trovi dentro un sacco di cazzate, fatti miei, autocommiserazione, saccenza, malriusciti tentativi di umorismo e autoironia, resoconti assurdi e perfettamente inutili della mia attività onirica.
Se i blog ombelicali non ti interessano, ciao.
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io (e Ariel) a fumetti, coi nostri dialoghi e i disegni di Kain Malkovich
1984 - George Orwell
Arrugas - Paco Roca
Le goût du chlore - Bastien Vivès
Se consideri le colpe - Andrea Bajani
Cronache birmane - Guy Delisle
Piattaforma - Michel Houellebecq
Amore caro - Clara Sereni
Pyongyang - Guy Delisle
All my friends are superheroes - Andrew Kaufman
Né di Eva né di Adamo - Amélie Nothomb
LMVDM - Gipi
Il bambino che parlava con il diavolo - Justin Evans
Roma noir - Cristiano Armati
Uccidere ancora - Yari Selvetella
I diari della mezzanotte. L'ora segreta - Scott Westerfeld
Il ritorno dei coniglietti suicidi - Andy Riley
Il libro dei coniglietti suicidi - Andy Riley
Blankets - Craig Thompson
Maus - Art Spiegelman
Dei bambini non si sa niente - Simona Vinci
Death Note - Gold 1/12
L'uomo autografo - Zadie Smith
Ieri - Agota Kristof
Il mio cuore umano - Nada Malanima
Il custode del faro - Jeanette Winterson
Ash Wednesday - Ethan Hawke
Trilogia della città di K - Agota Kristof
Edera - Sebnem IsiguzelFucking Osama - Alessandro Geraldini
Viaggio al termine di una stanza - Tibor Fischer
V.M. 18 - Isabella Santacroce
Giuietta Squeenz - Pulsatilla
Zoo - Isabella Santacroce
La banda dei brocchi - Jonathan Coe
Franny and Zooey - J.D. Salinger
Personal porno - Federico Ferrazza
Fedra - Jean Racine/Giovanni Raboni
Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut
Retorno 201 - Guillermo Arriaga
Il mondo di Sergio - Mauro Paissan
Il giradischi di Tito - Miha Mazzini
Nemico pubblico N.2 - The Boondocks - Aaron McGruder
Girls - Nic Kelman
H - Andrea Ferrari
Passaggi di tempo - Andrea FerrariIl giorno in più - Fabio Volo
Via di qui - Federica De Paolis
Mele bianche - Jonathan Carroll
La difficile disintossicazione di Gianluca Arkanoid - Simone Laudiero
Necropoli - Boris Pahor
Troie - Dennis Cooper
L'albergo delle donne tristi - Marcela Serrano
The behaviour of light - Nic Kelman
Swung - Ewan Morrison
Lonely werewolf girl - Martin Millar
Love Life - Ray Kluun
Mary e Joe - Alessandra Amitrano e Luca Buoncristiano
Pop gun war - Farel Dalrymple
The Namesake - Jhumpa Lahiri
Memoria delle mie puttane tristi - Gabriel Garcìa Marquez
Ingannevole è il cuore più di ogni cosa - J.T. Leroy
Il diritto di essere contro - The Boondocks - Aaron McGruder
Una cosa divertente che non farò mai più - David Foster Wallace
Ha-ha - Dave King
Piccoli crimini nell'età dell'abbondanza - Matthew Kneale
Paula non c'è più - Angela Molin Carrera
Ursula - Fàbio Moon e Gabriel Bà
New Moon - Stephenie Meyer
Eureka Street - Robert McLiam Wilson
Twilight - Stephenie Meyer
The Barn Owl's Wondrous Capers - Sarnath Banerjee
Pornoromantica - Carolina Cutolo
Una stanza tutta per sé - Virginia Woolf
La peste - Albert Camus
Istruzioni per l'uso del lupo - Emanuele Trevi
Il silenzio di Laura - Paula Fox
Solea - Jean-Claude Izzo
Chourmo - Jean-Claude Izzo
High fidelity - Nick Hornby
La storia dell'amore - Nicole Krauss
Il bar sotto il mare - Stefano Benni
Amsterdam - Doc Mirabilis
The Mother - Hanif Kureishi
Ne muoiono più di crepacuore - Saul Bellow
La ballata delle prugne secche - Pulsatilla
How it feels to be attacked by a shark - Michelle Hamer
Il condominio - J.G. Ballard
Opus Pistorum - Henry Miller
I negri del traduttore - Claude Bleton
Acido solforico - Amelie Nothomb
Fringues - Christine Orban
L'amande - Nedjma
Gli attrezzi del narratore - Alessandro Perissinotto
A Sud del confine, a Ovest del sole - Haruki Murakami
Stupore e tremori - Amélie Nothomb
Pastorale americana - Philip Roth
Casino totale - Jean-Claude Izzo
Nettare in un setaccio - Kamala Markandaya
Nella terra di nessuno c'erano tutti - Alessandro Salas
Da dove sto chiamando - Raymond Carver
Exercices de style - Raymond Queneau
Cosmetica del nemico
Biografia della fame - Amelie Nothomb
My side of the matter - Truman Capote
The unabridged pocketbook of lightning - Jonathan Safran Foer
Il mestiere di scrivere - Raymond Carver
Ecco la storia - Daniel Pennac
Lullaby - Chuck Palahniuk
Zazie nel metrò - Raymond Queneau
Puerto Plata Market - Aldo Nove
Amore mio infinito - Aldo Nove
Noi - Richard Mason
Le particelle elementari - Michel Houellebecq
Soffocare - Chuck Palahniuk
Revolver - Isabella Santacroce
Le ragazze di pochi mezzi - Muriel Spark
Autobiografia di uno yogi - Paramahansa Yogananda
101 storie Zen - A.A. V.V.
Flash-Katmandu il grande viaggio - Charles Duchaussois
Ritorno dall'India - Abraham Yehoshua
Lonely planet - India del Nord
Chiedi alla polvere - John Fante
Tokyo Decadence- Ryu Murakami
Sabotaggio d'amore - Amélie Nothomb
Dorian - Will Self
Antichrista - Amélie Nothomb
Tokyo blues, Norwegian wood - Haruki Murakami
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Nell’aere un misto di Coco Rosie, Mazzy Star e Lali Puna, in ufficio solo in due, questa mattina è meno peggio di quel che sembrava dal suo spuntare.
Svegliata alle 5.30 da incubi terrificanti, io in un film dell’orrore di cui conoscevo la trama e sapevo che io sarei sopravvissuta fino alla fine, mentre gli altri intorno a me sarebbero morti di morti terribili e dolorose, tutto il film/sogno un’interminabile fuga da una minaccia di morte senza forma, senza faccia, e però terribile, io che pur conoscendo la trama del film tentavo di cambiare le cose, di salvare la gente, e invece le cose andavano sempre così come dovevano andare, e c’era una zitella anziana che mostrava a me e a un mio amico i suoi disegni, ed erano disegni di bambina, e io pensavo diosanto, stiamo scappando dalla morte e tu ci fai vedere i disegni? E poi sfiancata dalla fuga e dalla paura decidevo Ok, vaffanculo, non posso cambiare le cose, no? Anche se mi sbatto per gli altri mi salverò solo io no? Non posso cambiare la sceneggiatura e quello che è scritto succederà, come in Final Destination, no? E allora nel sogno, nel momento in cui compare un enorme pastore tedesco, per il momento calmo, ma che – io lo so – presto farà qualcosa di molto brutto - decido distintamente di voltare le spalle a quel sogno e di cominciarne un altro. Mi ritrovo quindi in piedi da sola in camera dei miei, e arriva mia zia, e ha un’aria spettrale, un sorriso che non è un sorriso e mi dice Vedi che è successo? Lo senti? Io aguzzo l’orecchio e sento urla strazianti. È una ragazza che era con me nel sogno precedente, e il cane se la sta sbranando. Decido di svegliarmi e me ne sto a occhi sbarrati al buio che non è mai del tutto buio di camera mia, sento i respiri di MissRossella, ho paura a riaddormentarmi, cerco invano qualcosa di confortante, ma non posso neanche accendere la luce per non svegliare lei, penso che quando ero piccola in situazioni del genere mi mettevo a pregare confusamente, ma ora proverei lo stesso imbarazzo che avrei a chiamare un amico con cui non mi faccio sentire da anni per dirgli che sono rimasta a piedi con la macchina. Poi mi riaddormento e l’incubo diventa solo un nuovo sogno fastidioso, di quelli in cui ho un obiettivo, di solito abbastanza semplice, ma non riesco a portarlo a termine. Devo andare a fare la spesa e ho un quarto d’ora prima che il supermercato chiuda. Parcheggio a cazzo, prendo il carrello, mi fiondo dentro e la gente sembra dormire in piedi o complottare per ostacolarmi, devo pesare un pulcioso cespo di lattuga e gli altri clienti si dimenticano le proprie cose sulle bilance, occupandole tutte. Istinti omicidi. Mi sveglio.
Mi sveglio e mi preparo e esco, e mi dà fastidio l’autobus che mi passa davanti, mi dà fastidio quello successivo che passa quando ho appena acceso la sigaretta, mi dà fastidio quella seduta con un pezzo di gonnella sul sedile di fianco che non la sposta per farmi sedere e allora vaffanculo mi ci siedo sopra, mi dà fastidio l’aria sussiegosa di quella di fronte che si è messa un lucidalabbra scintillante alle 9 del mattino, mi dà fastidio
Mi dà fastidio tutto ed è meglio se parlo il meno possibile sennò litigo.
E poi però qua c’è un misto di Coco Rosie, Mazzy Star e Lali Puna, in ufficio solo in due, io e quella che stanotte in sogno m’ha regalato una scatolina rossa con dentro un ombretto cremoso bicolore bianco e nero con i brillantini, e allora questa mattina è meno peggio di quel che sembrava dal suo spuntare.
P.S.
E mi dà fastidio chi scrive Sì senza accento, e chi manda gli sms tutti maiuscoli, mi dà fastidio chi dice spontanIEtà, quotidianEItà, prosegUIo, scoRazzare, riNvangare, traM traM, chi scrive Bhè invece di Beh o Be’, tutti quelli che cazzo non riescono a pronunciare Reception come dio comanda e dicono RECEPSION (RE-SE-PSCION! ZIOPORCO!), tutti quelli che usano i puntini di sospensione come unica punteggiatura, e per di più a grappolo e tutti quelli che non battono lo spazio dopo la punteggiatura e che non si chiedono nemmeno poi chissà come mai word glielo sottolinea in rosso, mi danno fastidio quelli che su messenger impostano i codici delle emoticon senza metterci un due punti davanti o qualcosa del genere e quindi finisce che quando scrivono vengono fuori dei rebus tipo Ciao bella come stai? Fica la foto! diventa *omino che saluta* *femminuccia col rossetto* come stai *punto interrogativo gigante, colorato, lampeggiante* *emoticon porno* la *macchinina fotografica stilizzata* *punto esclamativo gigante, colorato e, ovviamente, lampeggiante*. Mi dà fastidio word che appioppa gli smart tag che nessuno al mondo ha mai capito a cosa servono e comunque non gli sono mai serviti, e servono solo a generarmi inutile codice html quando copio sul CMS e mi si fottono i caratteri disponibili e io devo visualizzare il codice e mettermi a sfrondare il codice di tutte quelle robe inutili che word ha messo di sua iniziativa. (to be continued)
